Miofibrolisi diacutanea integrata ( MFXI )

La Fibrolisi è una tecnica, per il trattamento di patologie miofasciali, introdotta da Kurt Eckman verso  la metà del secolo scorso.

In Italia i primi lavori medico scientifici che riportano la validità e la sicurezza di questa metodica risalgono alla fine degli anni 60 .

La fibrolisi è una metodica utilizzata in medicina manuale, di notevole interesse in ortopedia, in reumatologia ed in fisiatria, in quanto si rivela utile, ed a volte insostituibile, in situazioni morbose di difficile trattamento, interessanti i tessuti molli o fibrosi para e peri-articolari

(Manuale di Medicina Ortopedica, Ivano Colombo)

A partire dalla fine degli anni 90 la Fibrolisi viene insegnata in Italia anche dal Dott. Virginio Mariani (fisioterapista, posturologo) e dal Dott. Giulio Picozzi  ( medico fisiatra).

La Mio-fibrolisi Integrata ha origine dalla fibrolisi e dalle tecniche utilizzate nella medicina popolare e amplia le possibilità terapeutiche della fibrolisi rendendola meno traumatica e dolorosa.

Il presupposto di base di questa tecnica è la GLOBALITA’ TERAPEUTICA. Infatti la Miofibrolisi non lavora e non si concentra solamente sul distretto doloroso, ma è un trattamento globale, poiché il dolore è inteso come l’espressione di una problematica la cui origine è collegata alla persona nella sua globalità.

L’applicazione delle Miofibrolisi è da principio, contemporaneamente, diagnosi e terapia.

Il trattamento ha in primo luogo una funzione diagnostica, legata alla necessità di individuare le fibrosità e i noduli responsabili della sintomatologia algica o della limitazione articolare; contemporaneamente, individuata l’area interessata, inizia il trattamento locale e delle aree correlate.

Il trattamento consiste nella dissoluzione delle fibrosità e nella normalizzazione dei tessuti, attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti. Ogni terapia è altamente personalizzata in base alla sintomatologia, allo stato tissutale ed alle esigenze del paziente. Indicativamente prevede una fase iniziale nella quale, grazie agli Stimolatori Transcutanei Puntiformi (STP), è possibile preparare la cute ed i tessuti sottostanti, con lo sviluppo di iperemia e di una controirritazione che ha di per se una azione analgesica.

Seguirà una fase centrale, durante la quale verranno utilizzati la MFXI classic e/o gli hooks, con l’obiettivo di ‘distruggere’ le fibrosi presenti, ridare mobilità ai setti muscolari e promuovere la spontanea guarigione dei tessuti e la risoluzione di edemi o stasi.

Gli strumenti di trattamento utilizzati sono:

MFXI Classic

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MFXI Hook

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MFXI STP (Stimolazione Transcutanea Puntiforme)

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Il trattamento provoca:

  • Una iperemia locale (mediata da una vasodilatazione)
  • Consente la spremitura del derma-ipoderma e del muscolo
  • Riattiva la circolazione linfatica
  • Ripristina il territorio anatomico abitato da una neuropatia, una contrattura, un’infiammazione.
  • Avvia il processo di riparazione attraverso un aumento dell’attività cellulare metabolica e la creazione di nuovi vasi sanguigni nella zona trattata.

Le fibrosità ed i noduli che possono generare dolore sono rilevabili con una attenta palpazione perché generano una tensione fasciale superficiale, spesso dolorosa. Questa palpazione può essere sostituita con la miofibrolisi.

La Miofibrolisi lavora su diversi fattori, in particolare essa ha azione:

  • Meccanica: L’obiettivo è di rompere la coesione delle fibre e richiamare sangue. Il pz percepisce una pressione intensa ma tollerabile.
  • Neurologica: La mio-fibrolisi attiva gli interneuroni midollari inibitori propri del gate control e modula la percezione algica. Questo meccanismo spiega la pronta analgesia provocata dal trattamento.
  • Biochimica: La creazione della Infiammazione Programmata Controllata (IPC) è in grado di rilasciare localmente i mediatori dell’infiammazione, stimolando una azione revulsivante antidolorifica e antinfiammatoria

mfxi-stp_102L’Infiammazione Programmata Controllata (IPC) quindi è parte integrante del trattamento, essa produce una dolenzia benefica che è differente dal dolore iniziale. Aiuta a risolvere la contrattura iniziale ed a promuovere uno stato di analgesia, inoltre attiva il sistema immunitario.È una infiammazione che si risolve autonomamente e spontaneamente in pochi gg aiutando a creare uno spazio tessutale essenziale per la corretta ripresa funzionale.

Quando è indicata la Miofibrolisi Diacutanea Integrata?

Nelle patologie muscolo-tendinee croniche ed acute come cervicalgia, cervicobrachialgia, dorsalgia, lombalgia (mal di schiena), epicondilite, tendinopatia femoro-rotulea, tendinopatia dell’achilleo (tendine di Achille), fascite plantare, tendinite del tibiale posteriore, più in generale tendiniti a carico degli arti superiori ed inferiori, contratture muscolari di varia origine, dopo traumi come distorsioni di caviglia o ginocchio ecc.

Nelle problematiche di origine posturale, dopo una attenta valutazione (Osteopatia Posturale), è possibile utilizzare la miofibrolisi per eliminare tensioni e fibrosità a carico di un muscolo o di una catena muscolare, normalizzando il tessuto fasciale e riportando il Sistema Posturale in una condizione di equilibrio e benessere.

Per ulteriori approfondimenti, rimandiamo al sito ufficiale della Miofibrolisi Diacutanea Integrata